catalogo ufficiale della 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Padiglione Italia

 

 

 

Grazie per la  numerosa presenza alla mostra tenuta presso la  Torre medioevale di Settimo Torinese, e per l’apprezzamento delle opere messe in  mostra.

A tal proposito mi preme segnalare un nuovo evento: la  “Seconda mostra di primavera”  in programma presso il Chiostro di Castiglione Torinese, il 9 e 10 giugno.
Un appuntamento organizzato dall’associazione Artistica  Armònia.
Due giorni all’insegna dell’arte in una cornice stuipenda.
Il settecentesco Chiostro a ridosso della struttura Municipiale, ospita nei periodi estivi varie attività di intrattenimento culturale.

Ricordo l’uscita  del catalogo ufficiale della 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Padiglione Italia “LO STATO DELL’ARTE” Editore ISTITUTO NAZIONALE DI CULTURA, a cura di Vittorio Sgarbi e  Ministero per i Beni e le Attività Culturali, 1260 pagine, 70,00 euro.
(A pag. 1002 la mia opera.)

Il volume si può trovare nel bookshop della Galleria di Arte Moderna di Torino, al Castello di Rivoli, nei concept store,  gallerie private, fondazioni,  sedi bancarie, art bar,  librerie di design, cultura,  moda.


http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1130614661.html

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Informazioni su stefano rollero

Rollero Stefano (Caselle Torinese, 16 Marzo ) è un pittore italiano autodidatta. Sempre ancorato al suo umile fare, orgoglioso di essere nato autodidatta, basti pensare ad esempi decisamente incoraggianti come: Giovanni Anselmo, Troubetzkoy, Mario Schifano, Emilio Vedova, Massimo Campigli, Basquiat Jan Michel, Balthus, Catlin Georg, Bacon Francis, Coubert Gustave, Henri Russeau, Tàpies Antony, Cucchi Enzo, per citare alcuni maestri del '900. Si è avvicinato alI'arte alla fine degli anni settanta, negli anni '90 partecipa attivamente con il gruppo del Maestro Pippo Ciarlo di Torino a progetti tematici. Concretizza e perfezziona la sua tecnica, tant' è che il suo maestro durante una sua personale nel settembre `96 organizzata dall'assessorato alla cultura di Rivarolo scrisse: "Rollero rappresenta per noi un "fenomeno" in un triste panorama artistico in cui gli "improvvisatori - improvvisati" pullulano "creando" autentiche banalità, trionfi della loro ignoranza e della preparazione tecnica e culturale più che elementare; da questo squallore emergono rarissime figure che, pur non avendo scuola o particolare preparazione riescono con un lavoro serio, umile ed intelligente, a fare cultura. Il nostro artistica ha, evidentemente, doti innate che è riuscito a coltivare ed affinare fino ad esprimersi in modo solido e maturo. Lavorare con collage e decolage è difficilissimo poichè l'ovvio, il banale, sono sempre in agguato, ma Rollero traduce con molta serietà, in modo sensibile e vivo, gli stimoli culturali, gli eventi, le occasioni visive in una ricerca appassionata in cui i frammenti, i flash, i momenti, come appena usciti da un grande caos, ritrovano una precisa collocazione e un preciso significato. A volte ironico, a volte testimone severo degli eventi della nostra epoca, altre volte lucido o feroce o stupito, Rollero si evolve continuamente, assoluto padrone di un linguaggio vivo e coinvolgente" ________ Innumerevoli le sue partecipazioni a mostre collettive, eventi, convegni. Dalla sua arte del collage e décollage evocativo, approda con opere totalmente dipinte, dal forte riporto materico ed esistenziale, un ampio linguaggio, con il quale concretizza la sua notevole creatività spaziando liberamente attraverso la sintesi dell'elemento naturale e di quello mentale. Un'arte dunque per la filosofia, la storia, le evocazioni che le opere di Rollero sanno trasmettere, richiamare, anticipare e catturare il numeroso pubblico di appassionati ed estimatori dell'arte contemporanea. (Antonio Zappia) _____________ Stefano Rollero non passa certo inosservato, nè intende fare alcuna cosa per esserlo. E' narcisista (nell'accezione positiva del termine) come in parte è ogni Artista che ha faticato per ottenere qualcosa dalla sua pittura (e non si tratta qui certamente di denaro). E' accentratore ed egocentrico poiché i suoi lavori richiamano prepotentemente l'attenzione: sia che al visitatore piacciano o non piacciano essi sono sono, comunque, fonte di interesse, di discussione e di critica. Del resto la sua storia artistica, il suo lavoro nel corso degli anni gli concedono di essere così come è e, così, piace. (F.Lucertini aprile 2009)
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