Torino, Artisti per tre religioni

ARTISTI PER TRE RELIGIONI
 
BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARTE ISLAMICA
Presso: Moschea della Pace, c.so Giulio Cesare 6;
 Sinagoga di Torino, piazzetta Primo Levi 12;
 Sermig -Arsenale della pace, piazza Borgo Dora 61
Dal 9 al 21 maggio, tre luoghi di culto di religioni diverse ospitano "AsSalamAleikum – Prima Biennale Internazionale di Arte Islamica"; pittori, scultori e ceramisti provenienti da Italia, Egitto, Marocco, Iraq, Turchia ed Israele interpretano il meglio del decorativismo, della cultura e delle tradizioni dei paesi arabi.
Tra gli artisti il cantautore Franco Battiato in versione inedita, pittore e autore di alcune opere.
Lunedì 8 Maggio serata inaugurale alle 20,30 al SERMIG concerto con musiche di tradizione islamica, cristiana ed ebraica.
 
 
 
 
 
Nella foto: opera presentata in occasione della mostra itinerante "La pace nel segno dell’arte"
 
 
 
Installazione 2006; "Ebrei, Cristiani, Mussulmani figli di Abramo dell’unico Dio : Pace siamo fratelli"

Exhibition 2006; "Jews, Christians, Muslems, we are all son of same God. Peace be with us, brothers!"

Dimensione: reale. Materiali: stoffa, resine, cera, tempera. Oggetti complementari; bibbia, corano, candelabro a sette braccia, croce.

Il compito dell’arte è creare immagini che inducano chi osserva a guardare la realtà in modo diverso, una sorta di strumento utile per uscire dalla "normalità". Quando questo accade diventa tutto più sorprendente;infatti nello scambio tra fantasia, intuizione e suggestione degli eventi nasce la libertà di espressione artistica. Ma come tutte le libertà questa non è sempre garantita. Infatti è sicuramente il dialogo critico che permette all’arte di continuare a vivere nel tempo. Tramite la metaforaforica istallazione dell’Arabo con il candelabro Ebraico, la Bibbia, la Croce ed il Corano, ho personalmente voluto trasmettere l’insieme rappresentazione della pace, che ci costringe a guardare oltre la normalità dell’informazione, diventando cosi’ oggetto di grande discussione. Si tratta di una sintesi dell’immagine, lascia intendere che la pace è il più grande bene umano, perché è la somma di tutti i beni messianici. Cosi’, in contrapposizione, come la pace è appunto sintesi e simbolo di tutti i beni, così la guerra diventa sintesi e simbolo di tutti i mali. Non si può mai desiderare la guerra fine a se stessa, perché è sistematica violazione dei sostanziali diritti umani. Ed ogni azione contro questo "bene comune", questo "interesse generale" trova le sue radici nella paura, nell’invidia e nella diffidenza, generando i conflitti e nutrendo gli odi che causano le guerre. Ci vorrebbe un’ intera storia di grazia per compiere tale cammino ; ma è questa la pace che è anche mèta delle vicendae umane. Dovendo affrontare la preparazione di un lavoro su "La pace nel segno dell’arte" rimasi colpito da un volantino del Sermig, che aveva pochi ma significative parole: "Ebrei Cristiani, Mussulmani figli di Abramo dell’unico Dio ; pace siamo fratelli" Tema dell’iniziativa: all’Arsenale della Pace, di Torino, tutte le sere alle 20 prosegue l’ora di silenzio, l’ora del "cuore disarmato"… Un momento di riflessione per credenti e non… Ed è proprio da questi particolari che ho maturato l’idea di questa installazione, perché fondalmentalmente la pace è possibile, ma è l’uomo che deve volerla. Ci sarà pace se ci sarà riconciliazione, se ci si chiederà reciprocamente perdono, se l’odio si scioglierà, se emergeranno rispetto, concordia, mansuetudine. Serviamo la pace con tutto il cuore, un cuore disarmato che ha cancellato le parole nemico, rancore, mio, per sostituirle con la parola "perdono". Non è la giustizia né la rivendicazione dei diritti a fare incontrare gli uomini, ma è la scelta della bontà che li rende ricercatori di giustizia, persone solidali. I buoni non sono mai stranieri nel mondo, non sono estranei a nulla e a nessuno. La bontà è disarmante: pone la persona prima di ogni altra ragione o interesse, considera l’altro non come potenziale nemico, ma come qualcuno con cui si può dialogare, fa incontrare gli uomini al di là delle diversità e fa sentire la diversità come ricchezza per aiutare a crescere.

 
 
 
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Informazioni su stefano rollero

Rollero Stefano (Caselle Torinese, 16 Marzo ) è un pittore italiano autodidatta. Sempre ancorato al suo umile fare, orgoglioso di essere nato autodidatta, basti pensare ad esempi decisamente incoraggianti come: Giovanni Anselmo, Troubetzkoy, Mario Schifano, Emilio Vedova, Massimo Campigli, Basquiat Jan Michel, Balthus, Catlin Georg, Bacon Francis, Coubert Gustave, Henri Russeau, Tàpies Antony, Cucchi Enzo, per citare alcuni maestri del '900. Si è avvicinato alI'arte alla fine degli anni settanta, negli anni '90 partecipa attivamente con il gruppo del Maestro Pippo Ciarlo di Torino a progetti tematici. Concretizza e perfezziona la sua tecnica, tant' è che il suo maestro durante una sua personale nel settembre `96 organizzata dall'assessorato alla cultura di Rivarolo scrisse: "Rollero rappresenta per noi un "fenomeno" in un triste panorama artistico in cui gli "improvvisatori - improvvisati" pullulano "creando" autentiche banalità, trionfi della loro ignoranza e della preparazione tecnica e culturale più che elementare; da questo squallore emergono rarissime figure che, pur non avendo scuola o particolare preparazione riescono con un lavoro serio, umile ed intelligente, a fare cultura. Il nostro artistica ha, evidentemente, doti innate che è riuscito a coltivare ed affinare fino ad esprimersi in modo solido e maturo. Lavorare con collage e decolage è difficilissimo poichè l'ovvio, il banale, sono sempre in agguato, ma Rollero traduce con molta serietà, in modo sensibile e vivo, gli stimoli culturali, gli eventi, le occasioni visive in una ricerca appassionata in cui i frammenti, i flash, i momenti, come appena usciti da un grande caos, ritrovano una precisa collocazione e un preciso significato. A volte ironico, a volte testimone severo degli eventi della nostra epoca, altre volte lucido o feroce o stupito, Rollero si evolve continuamente, assoluto padrone di un linguaggio vivo e coinvolgente" ________ Innumerevoli le sue partecipazioni a mostre collettive, eventi, convegni. Dalla sua arte del collage e décollage evocativo, approda con opere totalmente dipinte, dal forte riporto materico ed esistenziale, un ampio linguaggio, con il quale concretizza la sua notevole creatività spaziando liberamente attraverso la sintesi dell'elemento naturale e di quello mentale. Un'arte dunque per la filosofia, la storia, le evocazioni che le opere di Rollero sanno trasmettere, richiamare, anticipare e catturare il numeroso pubblico di appassionati ed estimatori dell'arte contemporanea. (Antonio Zappia) _____________ Stefano Rollero non passa certo inosservato, nè intende fare alcuna cosa per esserlo. E' narcisista (nell'accezione positiva del termine) come in parte è ogni Artista che ha faticato per ottenere qualcosa dalla sua pittura (e non si tratta qui certamente di denaro). E' accentratore ed egocentrico poiché i suoi lavori richiamano prepotentemente l'attenzione: sia che al visitatore piacciano o non piacciano essi sono sono, comunque, fonte di interesse, di discussione e di critica. Del resto la sua storia artistica, il suo lavoro nel corso degli anni gli concedono di essere così come è e, così, piace. (F.Lucertini aprile 2009)
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